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Dall’Ecuador al litorale laziale, smantellato cartello della cocaina

today27 Maggio 2026 5

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ROMA (ITALPRESS) – Un canale internazionale della droga che legava il Sud America al litorale nord del Lazio, capace di muovere circa 800 chili di cocaina all’anno per un giro d’affari milionario.

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma, hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di 4 persone (tre stranieri e un italiano), accusate di far parte di un’organizzazione transnazionale radicata tra la Capitale e la costa laziale, con solidi legami con le mafie calabresi e campane.

L’indagine, partita nell’agosto 2025, ha delineato una struttura piramidale: un broker dominicano gestiva i flussi finanziari e i contatti con i fornitori esteri; un capo colombiano (noto come il “Presidente”) fissava i prezzi e curava i rapporti con i narcotrafficanti in Spagna e Sud America; un broker romano distribuiva la droga sul mercato del centro Italia e un calabrese forniva veicoli modificati con sofisticati doppi fondi meccanizzati. La cocaina viaggiava via terra dalla Spagna o via mare dall’Ecuador, dove i borsoni venivano gettati in acqua e recuperati grazie a coordinate GPS.

In alcuni casi il gruppo utilizzava anche corrieri “ovulatori”. Nelle intercettazioni la droga veniva chiamata con nomi in codice come “Biancaneve” o “Rosalba”. Acquistata all’ingrosso a circa 16-17 mila euro al chilo, veniva rivenduta a 21-24 mila euro. Per ripulire i guadagni ed eludere i controlli bancari, i trafficanti pagavano le partite di droga utilizzando esclusivamente monete virtuali.

Il cartello, in contatto diretto con la sanguinaria fazione ecuadoriana dei “Los Choneros”, era pronto a tutto: per recuperare i crediti, i vertici pianificavano sequestri di persona e pestaggi. Gli inquirenti hanno anche ricostruito un summit in Campania, organizzato dal cartello per riottenere 10 chili di cocaina sottratti con l’inganno da alcuni esponenti della Camorra.

Il colpo decisivo all’organizzazione è arrivato nelle campagne di Sant’Agata del Bianco, in provincia di Reggio Calabria, dove i Carabinieri di Bianco hanno scoperto e sequestrato una raffineria clandestina.

All’interno del laboratorio, attrezzato con presse idrauliche e forni a microonde, sono stati trovati oltre 500 chili di sostanze da taglio utilizzate per moltiplicare i profitti.

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

Scritto da: webmaster

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