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Salvini “Non lasciare sole le 350 aziende italiane rimaste in Russia”

today17 Settembre 2026 1

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ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono 350 aziende italiane che continuano a operare in Russia, malgrado la guerra e le sanzioni. Sono aziende eroiche per le quali già essere ascoltate è importante”. Così in una intervista a Il Sole 24 ore, il vice premier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. “Ho rappresentato alle autorità russe che il governo italiano è particolarmente attento alla loro sopravvivenza – spiega -. Si tratta di aziende che portano fatturato in Italia operando in Russia. E’ mio dovere da vicepremier, se mi chiamano delle imprese, ascoltarle. Ci sono 100 aziende che hanno produzione diretta in Russia e altre 250 che fanno import-export. Nello specifico hanno problemi nelle transazioni e nei pagamenti internazionali, con le dogane, con le esportazioni, di tipo logistico, di trasferimento di capitali fuori dalla Federazione russa”. “Ultimamente – aggiunge – c’è anche il rischio segnalato da qualcuno di subire contro-sanzioni russe con sequestri di asset e contenziosi. Nel 2013 l’interscambio commerciale Italia-Russia era di 30 miliardi, quest’anno si pensa di chiudere sotto gli 8 miliardi”. “Come Italia – sottolinea Salvini – possiamo opporci, ne ho parlato già con il ministro Tajani, alla richiesta di alcuni Paesi di bloccare tutti i visti, compresi quelli turistici, in ingresso dalla Russia nell’Unione europea. Una opzione che aggraverebbe ulteriormente i problemi che già ci sono. Abbiamo ben chiaro chi ha aggredito e chi è stato aggredito, altrimenti non avremmo approvato tutti gli interventi umanitari, militari ed economici varati finora a favore della popolazione ucraina. Ma siamo a 4 anni e mezzo dall’inizio della guerra. E’ tempo che la diplomazia si sostituisca alle armi”. “Siamo arrivati al 21esimo pacchetto di sanzioni, che mi dicono ha avuto bisogno di 83 pagine di spiegazioni giuridiche. Ecco, possiamo almeno chiedere a Bruxelles meno complessità e meno burocrazia. Mi sembra sensato domandarsi se 21 pacchetti di sanzioni siano serviti a porre fine alla guerra”, conclude.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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